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Visita ad-limina Dicembre 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 26 aprile 2007
testo della relazione scritta di Mons. Vescovo al S. Padre, in occasione dell'incontro avuto con Lui lo scorso 07 dicembre.

La relazione è sintesi di quella ben più ampia inviata a suo tempo ai vari dicasteri della S. Sede per la "Visita ad limina".

Roma 07 dicembre 2006


 


 


 

Beatissimo Padre,

mi permetto di esporLe in maniera più dettagliata e sistematica, quanto nel colloquio di questa mattina ho avuto modo di riferirLe personalmente circa la Chiesa particolare di Frosinone - Veroli - Ferentino di cui sono pastore dal 03 ottobre 19991.


 

Mi preme confidarLe che quanto Le ho detto e quanto Le scrivo è frutto di un discernimento comunitario, vissuto in questi anni del mio ministero con il presbiterio e con gli organismi di partecipazione diocesani, a cui ho chiesto di aiutarmi a raccontare la nostra Chiesa al Papa e di indicarmi cosa essa volesse affidare, attraverso di me, al cuore e al discernimento del Vicario di Cristo.


 

Questa Diocesi, pur radicata in perfetta continuità nella storia plurisecolare delle sedi di Veroli e di Ferentino è relativamente giovane, contando appena venti anni di vita. Lo sforzo di fondere insieme le due precedenti realtà è praticamente compiuto e alla fase di "fondazione" della nuova Diocesi, che ha caratterizzato gli anni del servizio pastorale del Vescovo mio predecessore Mons. Angelo Cella, si è avvicendato il tempo della "missione ad extra", inaugurato di fatto con l'inizio del mio servizio pastorale.


 

Mi piace, Santità, presentarLe la nostra Chiesa particolare, con le stesse parole da me usate in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Frosinone2: "... La nostra Chiesa è una Chiesa giovane, bella, piena di risorse e di aspettative, animata da tanta fede ma che deve ancora fare la piena conversione pastorale per diventare una Chiesa nella quale pastori, fedeli laici e consacrati, insieme si donano per la missione, per la nuova evangelizzazione..."


 

In questa situazione, il lavoro pastorale e spirituale di questi anni è stato orientato ad impostare, sia a livello di conversione intellettuale che di organizzazione pratica, una ecclesiologia di comunione che, alla luce del Vaticano II, coscentizzasse la Diocesi in tutte le componenti del suo essere Chiesa.

Questo in vista di un'opera, non più dilazionabile di ri - evangelizzazione del nostro territorio, che, pur restando ancorato formalmente ai valori della antropologia cristiana, assiste quasi inerte alla loro progressiva perdita di efficacia nella vita effettiva della gente.


 

Prima tappa di questo cammino è stata la pubblicazione il 02 dicembre 2000, della lettera pastorale "Gesù nostra speranza", scaturita anche della riflessione di tutte le componenti ecclesiali del territorio che, non senza fatica, sono riuscito a coinvolgere. La lettera pastorale ha costituito il progetto alla cui realizzazione ci siamo impegnati nel quinquennio e la tappa per il successivo cammino iniziato il primo marzo 2006 con la pubblicazione della lettera pastorale "Chi è Gesù per te ?".


 

Questo cammino, che sta proseguendo gradualmente, è stato facilitato dalla disponibilità da subito riscossa del presbiterio diocesano e di numerosi laici che in questo impegno hanno profuso e profondono energie e potenzialità a lungo sopite.


 

Oltre agli annuali convegni3, che hanno ritmato il cammino pastorale della Diocesi e che hanno visto una partecipazione sempre numerosa e qualificata, momenti particolarmente forti e opportunità di crescere in comunione sono stati:

  • la celebrazione della XX Giornata mondiale della Gioventù, che ci ha visti pienamente coinvolti con la partecipazione di oltre 2000 giovani e con l'ospitalità offerta a circa 6000 giovani francesi;

  • il pellegrinaggio diocesano a Roma per il Giubileo del 2000 a cui hanno partecipato oltre 10.000 fedeli;

  • la storica visita di Giovanni Paolo II a Frosinone il 16 settembre 2001;

  • la prima Visita pastorale da me effettuata alla Diocesi nel 2002;

ma soprattutto il cammino di ascolto attento della Parola di Dio, incentrato sugli incontri di lectio divina e sugli incontri di formazione permanente organizzati in Diocesi prima a livello centrale e poi a livello vicariale. Da questa esperienza portata avanti con convinzione e sacrificio è scaturita e maturata la "Scuola dei ministeri" che ha iniziato a funzionare nelle scorse settimane e che intende essere una sollecitazione e un luogo di formazione per vivere gli impegni ministeriali che scaturiscono dal Battesimo in ogni stato vocazionale.


 

Il fenomeno della globalizzazione e il momento culturale presente, non hanno certamente preservato la popolazione di questa Diocesi dal fenomeno della secolarizzazione e, conseguentemente, dall'affermarsi graduale tra la nostra gente, specie tra i giovani, di un preoccupante relativismo filosofico e morale.

Non vi è un rifiuto teorico del Cristianesimo, anzi le sue feste e i suoi Sacramenti, sono fortemente radicate nel vissuto collettivo, ma vi è uno svuotamento dei contenuti per cui l'agire, staccato da riferimenti concreti, sfocia in un pericoloso ateismo pratico.

Come rimedio a questo fenomeno, la Diocesi, anche attraverso la nomina di un vicario episcopale, si è impegnata e si impegna in un cammino di "nuova Evangelizzazione" che porti i credenti ad uscire fisicamente dalle mura delle chiese, per andare a confrontarsi in maniera dialettica nei luoghi del quotidiano. Nel perseguire questo proposito, feconda è l'azione della Comunità "Nuovi Orizzonti" 4 presente in Diocesi e, nella fedeltà al suo carisma, particolarmente attiva nell'opera di evangelizzazione di strada.


 

Su un altro fronte percepiamo l'urgenza di un reale rinnovamento della nostra catechesi, nonostante tutto ancora troppo ancorata ad una trasmissione mnemonica dei contenuti, finalizzata quasi esclusivamente alla celebrazione dei Sacramenti e poco orientata all'iniziazione e all'accompagnamento di tutta la vita cristiana. Interessante si è rivelata l'esperienza, auspicata e sollecitata da numerosi miei interventi pastorali, dei "Gruppi di ascolto della Parola di Dio", realizzati presso le famiglie, come veri laboratori della fede e animati da catechisti adeguatamente preparati a questo compito.


 

Siamo coscienti e soddisfatti dei lusinghieri risultati fin qui ottenuti ma percepiamo la necessita di dover lavorare maggiormente per suscitare una passione educativa capace di trasformare i nostri catechisti in autentici testimoni del Risorto, in grado di fare del "gruppo" il luogo teologico dove ci si confronta con Cristo, si cresce in umanità e santità e... ci si trova bene anche dopo aver ricevuto i Sacramenti.


 

Dopo ripetute azioni formative, si assiste con grande soddisfazione, ad un generale miglioramento della spiritualità, della correttezza formale e del decoro delle celebrazioni liturgiche. Per quanto riguarda la partecipazione dei fedeli, se da una parte si nota un calo generalizzato, rispondente più o meno al flusso nazionale, dall'altra ci si rende conto di come sia in crescita la qualità di coloro che partecipano all'Eucaristia domenicale, e più in generale alla Liturgia, spinti da motivazioni sempre più fondate e decisi nel vivere un impegno di fede più autentico.


 

I Sacerdoti della Diocesi appaiono fortemente motivati nel ministero; hanno una buona vita di preghiera e un buon livello di preparazione teologico - culturale5. Nel corso del quinquennio mi sono preoccupato di organizzare per loro, tenendo in debito conto delle fasce di età, alcuni stages formativi della durata di due - tre giorni, oltre a frequenti incontri di contenuto culturale e teologico.

Una particolare attenzione è stata rivolta ai Sacerdoti giovani che in questi ultimi anni il Signore ha voluto donarci.


 

Voglio poi far partecipe Vostra Santità dei sentimenti di grande riconoscenza al Signore per il dono di numerose vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa sbocciate in questi anni in mezzo ai nostri giovani. Nel corso del quinquennio scorso ho avuto la gioia di ordinare cinque Sacerdoti, domani 8 dicembre ne ordinerò un sesto, questa sera ordinerò due Diaconi che si aggiungono ad altri due ordinati il 1 novembre; nel Seminario maggiore di Anagni sono presenti altri otto seminaristi e quattro giovani della Diocesi sono novizi presso Ordini religiosi. Questa fioritura vocazionale non è scaturita da un particolare impegno specifico, ma dal cammino stesso della Diocesi che si è posta in ascolto della divina Parola


 

Dobbiamo grande riconoscenza al Signore anche per il notevole impulso e il positivo incremento avuto nel quinquennio dalla pastorale familiare. il Centro diocesano di pastorale familiare, potenziato e rinvigorito sin dagli inizi del mio ministero in Diocesi e affidato alla responsabilità di una coppia di sposi (affiancata da un Sacerdote assistente), ha curato il fruttuoso svolgersi dei corsi di preparazione al matrimonio e alla vita coniugale ma soprattutto ha agito perché in ogni comunità parrocchiale nascesse un "gruppo famiglia" capace di garantire alle coppie una vicinanza qualificata ed efficace affinché perseveri e progredisca nello stato matrimoniale lo spirito cristiano. L'iniziativa, pur con qualche difficoltà è andata avanti e in alcune parrocchie il gruppo delle famiglie opera già fattivamente e con grande successo.

La massima parte delle coppie del territorio, celebra il matrimonio sacramento; matrimoni civili, si verificano, nella massima parte dei casi, tra persone già divorziate e comunque, nel caso di persone canonicamente libere, precedono molto spesso il matrimonio religioso. La pseudoliberalizzazione e l'influenza culturale negativa, ha favorito anche da noi la crescita delle convivenze prematrimoniali. Questa situazione è vissuta per lo più con un atteggiamento di indifferenza morale, anche perché, nella quasi totalità dei casi, le convivenze sfociano naturalmente nel matrimonio religioso o, più raramente nel matrimonio civile. In preoccupante ascesa è il numero dei divorzi, specie tra le coppie più giovani.


 

La attenzione alle nuove generazioni è stata una delle nostre preoccupazioni maggiori. Grazie all'impegno dei tanti giovani che nel corso del tempo hanno costituito il Centro diocesano di Pastorale giovanile e che non hanno risparmiato energie, i buoni risultati sono stati e sono evidenti6.

Non posso tacere però la grande preoccupazione che destano il diffondersi esponenziale dell'uso di sostanze stupefacenti (anche tra i giovanissimi) e l'insorgere di episodi di "bullismo" sfociati talvolta in gravi episodi di violenza.


 

Nell'ambito delicatissimo dell'annuncio evangelico ai giovani sarà necessario individuare strategie di impegno sempre nuove ed efficaci, soprattutto in considerazione della vorticosa evoluzione socio-culturale orientata verso valori effimeri e transitori. Da parte nostra lo sforzo maggiore è stato quello di insistere su una formazione integrale delle personalità e di intervenire con mezzi adeguati nelle aree del disagio giovanile7. Mi permo comunque di osservare una certa dicotomia intellettuale della pastorale nei confronti delle nuove generazioni: a fronte di un giovanilismo imperante non corrisponde, un effettivo progetto unitario della Chiesa sia a livello nazionale che regionale. Non si può limitare la Pastorale giovanile alle sole Giornate mondiali !


 

Dopo un lungo periodo in cui la evangelizzazione della cultura era ritenuta superflua, in quanto essa si identificava con la cultura e i valori cristiani, si è presa coscienza, anche qui da noi, dell'urgenza di un confronto franco con il mondo culturale circostante divenutoci sempre più alieno. In questi anni si è perciò iniziato timidamente un dialogo attraverso iniziative comuni. Da parte sua la Diocesi ha cercato di potenziare al massimo le sue strutture culturali attraverso una particolare attenzione alle scuole cattoliche, l'incremento della biblioteca diocesana e lo svolgimento di conferenze e dibattiti, ma soprattutto garantendo l'esistenza e il buon funzionamento del suo Istituto di Scienze Religiose Leone XII8che risulta di buon livello e che vede ogni anno crescere il numero delle iscrizioni.

In questa contingenza sociale, abbiamo voluto dedicare una particolare priorità all'educazione cristiana, specie nelle scuole cattoliche che, nonostante i notevoli sforzi logistici, continuano ad operare sul territorio. A questo proposito i competenti uffici diocesani hanno lavorato alacremente per creare sinergia e coordinamento tra le varie scuole cattoliche e si sono fatti carico di un valente accompagnamento didattico e di un serio aggiornamento degli insegnanti di Religione cattolica. A questi ultimi, in considerazione del dato positivo che la massima parte dei giovani (circa il 97%) frequenta a scuola i corsi di I.R.C., abbiamo richiesto un livello culturale e una professionalità particolarmente qualificati.


 

L' impegno di nuova Evangelizzazione a tutto campo che ci siamo proposti mi ha spinto più volte a richiamare l'attenzione sulla vocazione nativa dei laici cristiani ad essere costruttori attenti della s attraverso una presenza autorevole nell' , intesa come il luogo del confronto culturale e del dibattito politico. L'insistenza su questi temi scaturisce dalla dolorosa constatazione che la presenza cristiana nella vita politica e culturale del territorio appare modesta e poco incisiva e questo,non per mancanza di potenzialità ma per un atavico pudore che talvolta sfocia in una rassegnazione accidiosa.

La situazione di "minorità" in cui la Chiesa si trova a vivere anche nel frusinate, viene intesa da molti laici come un grave handicap, e non come la premessa per una "marturia" di impegno genuino e di servizio generoso ai valori propri dell'identità cristiana.


 

Pur con le obiettive difficoltà derivanti da una visione ancora eccessivamente clericale del concetto di Chiesa, il laicato della Diocesi ha certamente acquisito una sufficiente coscienza del proprio ruolo protagonista. Utile a questo proposito è stata la decisione di affidare loro alcune importanti responsabilità a livello diocesano9.


 

Tutti i movimenti e le associazioni ecclesiali che operano sul territorio, hanno un buon rapporto con la Chiesa locale nella cui vita sono a vario titolo inseriti. Circa la vitalità dei singoli movimenti è necessario fare alcune opportune distinzioni: sono particolarmente attive e i vitali le realtà associative di impegno caritativo e di volontariato sociale (es. UNITALSI); una " buona tenuta" dimostrano le realtà più grandi (es. Azione Cattolica, Movimento dei Focolari; Scouts); sono invece relativamente in crisi, per mancanza di rinnovamento interno altre realtà associative che, forse, non hanno saputo, almeno da noi, incarnarsi meglio nelle realtà mutate e mutanti dei tempi.


 

Sento di dover confidare a Vostra Santità tutta la mia preoccupazione per la crisi in atto che sta aggravando ulteriormente la già traballante economia del territorio diocesano impedendo la sicurezza di tante famiglie e frustrando la speranza dei giovani di trovare insieme ad una collocazione lavorativa stabile l'occasione per formare una propria famiglia. La non felice contingenza ha acuito inoltre il fenomeno del lavoro nero, (specie per gli immigrati) e in maniera drammatica quello dell'usura10.


 

Riguardo alla pastorale della Carità, e più in generale alla attenzione verso i piccoli e i poveri, la nostra Diocesi si è fattivamente impegnata in un'opera di vicinanza al mondo del disagio, non con interventi materiali, che pure non sono mancati, ma con un atteggiamento di attenzione che si fa condivisione e compagnia. A questo proposito, dopo la visita del Santo Padre Giovanni Paolo II, abbiamo istituito cinque centri di ascolto ed accoglienza distribuiti nelle altrettante vicarie della Diocesi.

E' ancora in difficoltà, ma in via di grande sviluppo la pastorale carceraria, verso cui sta nascendo una sensibilità particolare anche grazie al lavoro convinto e costante del sacerdote cappellano del carcere di Frosinone. Una attenzione particolare, pur con qualche difficoltà, si sta dedicando anche al reinserimento sociale e lavorativo dei fratelli detenuti.

Dal 2002 la Diocesi è impegnata nel sostenere alcuni progetti di sviluppo nella Diocesi di Nyundo in Randa, dove, con borse di studio, vengono sostenuti oltre 1.000 bambini della scuola primaria ed è stata realizzata una scuola primaria nella località Busigari di Gisenyi11.

La Diocesi ha promosso anche la nascita di una cooperativa sociale, per la gestione di opere e servizi di carità.Tra queste: un negozio di commercio equo e solidale aperto a Frosinone, inteso come "opera segno", della attenzione verso la giustizia sociale


 

Beatissimo Padre, debbo riconoscere comunque una certa fatica ancora evidente in molti a cogliere nella loro globalità alcuni ambiti importanti della pastorale, non tanto a livello di convinzione teorica quanto di impegno concreto. Così è della pastorale ecumenica ed interreligiosa, che pur supportata da un dinamico gruppo di lavoro, non riesce ancora a decollare al di fuori del gruppo stesso; così è ancora della pastorale sanitaria, che si limita concretamente al solo servizio dei cappellani ospedalieri12 e all'opera di volontariato di alcuni gruppi associativi.


 

E' da un po' di tempo che ci stiamo sforzando ad incrementare e potenziare il nostro rapporto con i vari mezzi di comunicazione sociale. Abbiamo rafforzato perciò questo ambito rinnovando integralmente, nella struttura e nello spirito, l'apposito ufficio a cui abbiamo chiesto di mantenere frequenti contatti con i vari mezzi di comunicazione del territorio. Abbiamo poi allestito un nostro sito internet13, che ha ricevuto notevoli apprezzamenti e che è visitato quotidianamente da un altissimo numero di utenti, diocesani e non. Il sito, oltre ad una panoramica totale sulla Diocesi, fornisce in tempo reale un ampio servizio di rassegna stampa cattolica locale, nazionale ed internazionale e costituisce una fonte preziosa di documenti e di materiale pastorale aggiornato.

Accanto al sito va annoverata la pubblicazione a scadenza bi-trimestrale dell'agenzia "la Parola che corre" e, settimanalmente dell'inserto diocesano sul quotidiano cattolico "Avvenire".


 

Beatissimo Padre !

questo è il nostro cammino, questi sono i nostri propositi!

Chiedo ora a Vostra Santità il dono di una benedizione particolare su questa Chiesa di Frosinone - Veroli - Ferentino:

  • su di me, suo vescovo perché sia capace di essere sempre più e sempre meglio, immagine trasparente del Buon Pastore;

  • sui suoi preti e su tutti i suoi operatori pastorali, perché sappiano essere autentici pescatori di uomini e non custodi di barche vuote;


 

... su tutti gli uomini di buona volontà, che qui vivono ed operano, perché tenendo ben fisso lo sguardo su Gesù siano autentici testimoni di speranza .

 

firmaboccaccio

 

 

Note

 

1 La Diocesi conta circa 190.000 abitanti, distribuiti in 22 circoscrizioni comunali su un territorio di 852 kmq. Le parrocchie sono 82, divise in 5 Vicarie foranee. Alla data di oggi i sacerdoti diocesani incardinati sono 71.

 

2 16 settembre 2001, una visita desiderata, voluta, preparata e partecipata, che è stata capace di innescare una rinnovata forza pastorale

 

3 : - Chiesa: casa e scuola di Comunione (Veroli - Casamari ottobre 2001)

  • Una Chiesa di discepoli e di inviati (Veroli - Casamari settembre 2002)

  • Chiesa comunità al servizio della gioia e della speranza di ogni uomo (Frosinone settembre 2003)

  • Viviamo il giorno del Signore (Ferentino, ottobre 2004)

  • Con lo sguardo fisso su Gesù Parola di vita (Veroli, ottobre 2005)

  • Con lo sguardo fisso su Gesù: testimoni di speranza in ascolto della sua parola (Frosinone settembre 2006)

 

4 L'Associazione, riconosciuta come Associazione privata di fedeli nelle Diocesi di Roma e accolta anche in questa Diocesi è stata fondata da Chiara Amirante nel 1991, quando la stessa iniziò a recarsi di notte alla stazione Termini di Roma per incontrare i giovani sbandati e disperati, vittime della droga, dell'alcolismo e delle diverse devianze. Dopo aver iniziato timidamente l'accoglienza di alcuni di questi ragazzi, l'Associazione è andata gradualmente crescendo ed ora ha case in Italia e all'estero dove offre ai tanti ragazzi incontrati per strada la possibilità di un cammino di rigenerazione umana e spirituale attraverso la Cristoterapia..

 

5 La maggior parte dei sacerdoti più giovani hanno conseguito, o stanno conseguendo, titoli accademici nelle facoltà teologiche o nelle università statali. I sacerdoti più anziani a cui, salvo rarissime eccezioni, non veniva concesso dai vescovi il permesso di perfezionare gli studi, hanno certamente una soda preparazione, frutto di un costante amore al sapere teologico e all'aggiornamento, preparazione che, in alcuni casi, nulla ha da invidiare a quella acquisita nelle aule universitarie.

 

6 Cito il fatto paradigmatico che oltre 2000 giovani hanno partecipato alla G.M.G. del 2000 a Roma.

 

7 Molto utile sono stati a questo proposito, l'evangelizzazione di strada, l'approccio diretto e il dialogo personale con tanti dei giovani contattati, che ha visto impegnata stabilmente in Diocesi la Comunità Nuovi Orizzonti.


 

8 l'Istituto di Scienze Religiose "Leone XIII" di Frosinone approvato dalla CEI il 15/07/1986 è affililiato alla Pontificia Università Lateranense di Roma, ospita alunni provenienti anche dalle Diocesi limitrofe. Il corpo docente risulta altamente qualificato e annovera tra i suoi membri anche docenti di alcune Università Pontificie. Attualmente alla luce delle disposizioni della S.Sede, è in fase di ripensamento sia la sua struttura che la sua esistenza.

 

9 ad esempio: l'Ufficio Catechistico e l'Ufficio scuola; la Caritas diocesana, la pastorale familiare, .

 

10 In collaborazione con le altre Diocesi della provincia,e con una banca locale ci stiamo impegnando ad arginare il fenomeno attraverso la creazione di un fondo di solidarietà capace di garantire i prestiti elargiti a basso tasso di interesse dalla banca stessa.

 

11 Dal luglio del 2006, è ospite in Diocesi per un periodo di stage pastorale e di aggiornamento culturale l'Abbè Epimaque Makuza, già parroco di Gisenyi.

 

12 Un cappellano a tempo pieno nell'Ospedale di Frosinone, tre cappellani a tempo (molto) limitato nei presidi sanitari di Ceccano, Ceprano e Ferentino.

 

13 www.Diocesifrosinone.com



 
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