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SINTESI DELLE RELAZIONI DEGLI ORGANISMI ECCLESIALI 1999-2005 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 26 aprile 2007
SINTESI DELLE RELAZIONI DEGLI ORGANISMI ECCLESIALI

CIRCA LA VERIFICA DEL CAMMINO PASTORALE ( 1999/2005 )

DELLA DIOCESI DI FROSINONE-VEROLI-FERENTINO.

 

Nota introduttiva di metodo.

 

         Le relazioni dei vari organismi ecclesiali della Diocesi ( CPD, CPV, CPP, CISM, CONSULTA DELLE AGGREGAZIONI LAICALI ) suggeriscono un metodo di lavoro particolare per non tralasciare o sottovalutare nessuna delle osservazioni emerse.

         Perciò ho inteso raggrupparle in quattro punti:

1)            Aspetti positivi del cammino pastorale.

2)            Aspetti da migliorare.

3)            La Formazione.

4)            Le prospettive.

 

         E' chiaro che la sintesi riguarda i quattro ambiti della pastorale diocesana (Evangelizzazione, Santificazione e Liturgia, Testimonianza della Carità, Pastorale familiare).

 

 

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1)            ASPETTI POSITIVI

 

         Nell'impostazione pastorale della Diocesi "c'è stato un cambiamento epocale" (sic!) dovuto alla:

·                Considerazione della Chiesa come Comunità.

·                Pratica costante della " Lectio Divina" sulla Parola di Dio e sui Documenti Eccl.

·                Formazione permanente dei sacerdoti, dei laici e dei consacrati in stato di conversione.

·                Riscoperta e valorizzazione del laicato.

·                Presenza continua ed incisiva del Vescovo.

 

         Essendo presenti in tutte le relazioni, con variegati toni e sfumature tali considerazioni, il cammino pastorale degli ultimi 5 anni si può ritenere, complessivamente, positivo anche se ancora lungo ed arduo.

 

2)      ASPETTI DA MIGLIORARE.

 

         Emerge chiara e nitida la necessità di un maggiore coordinamento e di una fattiva collaborazione ( nelle fasi di analisi, programmazione, attuazione e verifica) ad ogni livello.

·                A livello parrocchiale: tra gruppi della stessa parrocchia e tra parrocchie della stessa città per arrivare al coinvolgimento delle parrocchie della stessa Vicaria.

·                A livello diocesano: per evitare la frammentazione la dispersione e la sovrapposizione di iniziative (calendario!).

 

         Riporto un brano di una relazione

         " A volte mi sembra che molti lavorino bene, ma ognuno per sé: i vari centri pensano e portano avanti le loro iniziative quasi la pastorale diocesana fosse fatta da compartimenti stagni; ogni responsabile dei vari uffici sembra che debba far vedere che sta facendo qualcosa e quindi spesso c'è una sovrapposizione di iniziative, di corsi; ognuno cerca di crearsi una rete di collaboratori, ma spesso capita che le persone che danno la propria disponibilità e si lasciano coinvolgere sono le stesse che si trovano in altri ambiti ... a livello della parrocchia avviene un po' la stessa cosa ..."

 

         Meno male che si dice "a volte mi sembra".

 

         Certamente una metodologia più organica ed unitaria eviterebbe maggiore dispendio e produrrebbe maggiori risultati. Il metodo, però, si perfeziona strada facendo purchè ci sia umiltà e volontà di migliorare. Come anche una pastorale  parrocchiale incisiva e non dispersiva esige la presenza operativa di un Consiglio Pastorale (in  molte parrocchie manca!).

 

3)            La Formazione.

 

         Costituisce il substrato di qualsiasi pastorale e risulta indispensabile per essere credibili.

         Si è trattato di un atto coraggioso ed ormai ineludibile aver iniziato il cammino di formazione permanente a carattere sistematico e ciò è altamente positivo.

         Però, alla luce dell'esperienza, è necessario aggiustare il tiro.

         Un brano di una relazione dice:

         "Bene il primo anno, meno bene il secondo con poca presenza e soprattutto con le stesse persone che frequentano i corsi. Alla fine il coinvolgimento è solo delle persone del "giro" della Parrocchia".

         Si tratta di una fotografia realistica, ma credo circoscritta e forse un po' pessimistica, perché dalle altre relazioni risulta che la partecipazione sia stata discreta e stabilizzata. E' piuttosto la formazione degli adulti a livello parrocchiale, ad eccezione di qualche realtà, che non ha trovato onorevole accoglienza in molte parrocchie.

 

 

FORMZIONE PASTORALE FAMILIARE.

 

         Sistematicamente ha iniziato il suo cammino da due anni. Si riscontra difficoltà a coinvolgere altre coppie di giovani sposi, come animatori.

 

FORMAZIONE DEI GIOVANI.

 

         Solamente due relazioni parlano esplicitamente dei giovani minacciati dal relativismo, dalla secolarizzazione. In una si fa notare che " i giovani, che frequentano la Chiesa, sono sempre meno".

 

4)            LE PROSPETTIVE.

 

         Il cammino pastorale diocesano è ancora lungo ed arduo.

         La NUOVA EVANGELIZZAZIONE dovrà essere incentrata sull'esperienza di Gesù Cristo Salvatore. L'annuncio solo orale e la catechesi solo verbale includono il grosso rischio della separazione con gli altri aspetti della pastorale.

         Quello che conta, e ciò viene affermato da tutte le relazioni, è fare  esperienza singolarmente e comunitariamente di Cristo che evangelizza, che prega e che serve.

 

         La prospettiva, quindi, che s'impone è:  RIPARTIRE DA CRISTO.

 
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