L'OMELIA DURANTE LA
CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA
NEL PIAZZALE VIENNA ALLA
PRESENZA DI CINQUANTAMILA FEDELI
GIUNTI DA TUTTA LA REGIONE
Chiesa di Frosinone-Veroli-Ferentino, sii una
famiglia di santi! Sii sale della terra e luce del mondo in questa amata
terra di Ciociaria
Cinquantamila fedeli giunti da tutta la
Ciociaria sono convenuti nel Piazzale Vienna, al quartiere Cavoni di
Frosinone, per partecipare alla solenne Concelebrazione Eucaristica,
momento centrale della visita pastorale compiuta da Giovanni Paolo II
nella mattina di domenica 16 settembre. All'inizio della Santa Messa, il
Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, Mons. Salvatore Boccaccio, ha
rivolto al Papa un indirizzo d'omaggio. Questo è il testo dell'omelia
pronunciata dal Santo Padre:
1."Dacci, Padre, la gioia del perdono" (cfr Salmo resp.).
La gioia del perdono: ecco la "buona notizia" che oggi la liturgia fa
risuonare con vigore fra noi. Il perdono è gioia di Dio, prima ancora che
gioia dell'uomo. Dio gioisce nell'accogliere il peccatore pentito; anzi,
Egli stesso, che è Padre di infinita misericordia, "dives in
misericordia", suscita nel cuore umano la speranza del perdono e la gioia
della riconciliazione.
Con questo annuncio di consolazione e di pace vengo a voi, carissimi
Fratelli e Sorelle della cara Chiesa di Frosinone-Veroli-Ferentino, per
ricambiare la visita che, il 2 dicembre scorso, mi avete reso in Piazza
San Pietro, in occasione del vostro pellegrinaggio giubilare. Ringrazio la
Provvidenza divina che mi ha condotto tra voi.
Sono grato al vostro Vescovo, il caro Monsignor Salvatore Boccaccio, per i
fervidi sentimenti manifestati a nome di tutti. Conceda il Signore frutti
abbondanti al suo zelo pastorale! Sono lieto di salutare, con lui, il
Vescovo emerito, Monsignor Angelo Cella, i Cardinali e i Vescovi qui
presenti come pure i Sacerdoti concelebranti, mentre assicuro una
preghiera speciale per quelli più anziani o malati, che si uniscono a noi
spiritualmente. Saluto i Rappresentanti del Governo Italiano e le Autorità
Regionali, Provinciali e Comunali, con speciale gratitudine per il Sindaco
e l'Amministrazione di Frosinone. A ciascuno di voi, Fratelli e Sorelle
qui convenuti, giunga il mio cordiale saluto e il mio grazie sincero per
la calorosa accoglienza.
2."Dio è più grande del nostro cuore". Così abbiamo cantato
nell'acclamazione al Vangelo. Se, nella prima Lettura, Mosè dà prova di
conoscere il cuore di Dio, invocandone il perdono per il popolo infedele (cfr
Es 32, 11-13), è però l'odierna pagina evangelica a introdurci appieno nel
mistero della misericordia di Dio: Gesù svela a noi tutti il volto di Dio,
facendoci penetrare nel suo cuore di Padre, pronto a gioire per il ritorno
del figlio perduto.
Testimone privilegiato della divina misericordia è anche l'apostolo Paolo
che, come è stato proclamato nella seconda Lettura, scrivendo al fidato
collaboratore Timoteo, porta la propria conversione quale prova del fatto
che Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori (cfr 1 Tm 1, 15-16).
Questa è la verità che la Chiesa non si stanca di proclamare: Dio ci ama
di un amore infinito. Egli ha dato all'umanità il proprio Figlio
unigenito, morto sulla Croce per la remissione dei nostri peccati. Credere
in Gesù significa allora riconoscere in Lui il Salvatore, a cui possiamo
dire dal profondo del cuore: "Tu sei la mia speranza" e, insieme con tutti
i fratelli, "Tu sei la nostra speranza".
3."Gesù nostra speranza!". Carissimi, so che questa espressione vi è ormai
familiare. E', infatti, il tema del progetto pastorale che la vostra
Diocesi si è dato per i prossimi anni. Come vorrei che la mia visita
contribuisse a imprimere ancor più questa certezza nei vostri cuori!
L'impegno, le iniziative, il lavoro di ciascuno e di ogni comunità devono
diventare testimonianza evangelica, radicata nell'esperienza gioiosa
dell'amore e del perdono di Dio.
Il perdono di Dio! Quest'annuncio di gioia, di cui il mondo oggi ha
particolarmente bisogno, sia in modo speciale al centro della vostra vita,
cari sacerdoti, chiamati ad essere ministri della divina misericordia, che
in modo sommo si manifesta nel perdono dei peccati. Ho voluto dedicare la
Lettera ai sacerdoti dello scorso Giovedì Santo proprio al sacramento
della Riconciliazione. E per questo oggi idealmente vi riconsegno, cari
fratelli nel Sacerdozio, questo messaggio, invocando per ciascuno di voi e
per l'intero presbiterio quella sovrabbondanza di grazia di cui ci ha
parlato l'apostolo Paolo (cfr 1 Tm 1, 14).
E voi, religiosi e religiose, irradiate col vostro esempio la gioia di chi
ha sperimentato il mistero dell'amore di Dio, ben espresso dal canto al
Vangelo: "Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi"
(cfr 1 Gv 4, 16).
4.E' urgente, in questo nostro tempo, proclamare Cristo, Redentore
dell'uomo, perché il suo amore sia conosciuto da tutti e si espanda in
ogni direzione. Di questo annuncio il Grande Giubileo dell'Anno 2000 è
stato provvidenziale veicolo. Ma occorre continuare a percorrere questa
strada. Ecco perché alla chiusura dell'Anno Santo ho rilanciato alla
Chiesa e al mondo l'invito di Cristo a Pietro: "Duc in altum-Prendi il
largo" (Lc 5, 4).
Quest'invito rinnovo a te, cara Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino,
perché ti sia guida in un coraggioso rinnovamento spirituale, tradotto in
concreta progettazione pastorale. Costruisci il tuo presente e il tuo
futuro tenendo fisso lo sguardo su Gesù. Egli è tutto: tutto per la
Chiesa, tutto per la salvezza dell'uomo. La Chiesa universale si è posta,
con il Giubileo, alla ricerca del volto di Cristo. Ora essa deve avvertire
sempre più l'esigenza, la passione di contemplare la luce che da quel
Volto promana per rifletterla nel suo cammino di ogni giorno: Gesù-Figlio
di Dio; Gesù-Eucaristia; Gesù-carità. Gesù nostra speranza! Gesù tutto per
noi.
Si moltiplichino nelle comunità parrocchiali i momenti forti di studio e
di riflessione sulla Parola di Dio. Meditare, approfondire e amare la
Sacra Scrittura vuol dire mettersi in umile e attento ascolto del Signore,
perché la comunità cresca attorno alla tavola di questa Parola: essa
illumina gli orientamenti e le scelte, fa emergere i traguardi da
raggiungere, ma anzitutto fa ardere negli animi la fede, alimenta la
speranza, dà vigore al desiderio di annunciare a tutti la Buona Notizia.
E' questa la nuova evangelizzazione, per la quale la vostra Comunità
diocesana ha istituito un apposito "Centro pastorale".
5.Carissimi Fratelli e Sorelle! Il cuore e la guida del vostro itinerario
spirituale e apostolico sia l'Eucaristia. La vita sacramentale è, infatti,
fonte di grazia e di salvezza per la Chiesa. Tutto parte da
Cristo-Eucaristia, e tutto torna a Cristo vivo, cuore del mondo, cuore
della comunità diocesana e parrocchiale. Se riuscirete, come vi auguro, a
porre Cristo al centro della vostra vita, scoprirete che Egli non chiede
solo di essere accolto da ciascuno personalmente, ma di essere offerto,
dato, dispensato, comunicato agli altri. Vi farete così, in suo nome,
"buoni Samaritani" accanto ai bisognosi, ai poveri, agli ultimi e ai tanti
immigrati venuti in questa regione da Paesi lontani. Sperimenterete che
l'intera attività pastorale dei Centri diocesani "per il Culto e la
Santificazione" e "per la Ministerialità e la Testimonianza della Carità"
scaturisce dalla fonte sovrabbondante di santità che è il mistero
eucaristico e tutti chiama a tendere alla santità.
Sulla scia dei Santi e delle Sante di questa terra di Ciociaria, anche voi
ponete come vostro obiettivo fondamentale quello di diventare santi, come
Santo è il Padre celeste, come Santo è il Figlio Gesù Cristo e come Santo
è lo Spirito che abita nei nostri cuori. E santi si diventa con la
preghiera, con la partecipazione all'Eucaristia, con le opere di carità,
con la testimonianza di una vita umile e generosa nel bene.
6.Una speciale parola voglio rivolgere ai genitori. Care mamme, cari papà,
con la vostra dedizione mostrate ai vostri figli che Dio è buono e grande
nell'amore. Indicate con una vita onesta e laboriosa che la santità è la
via "normale" dei cristiani.
Domenica 21 ottobre avrò la gioia di elevare agli onori degli altari una
coppia di sposi romani: i coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Tale
beatificazione sarà celebrata nell'ambito dell'Incontro Nazionale delle
Famiglie organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, che avrà luogo
a Roma, in Piazza San Pietro, sabato pomeriggio 20 ottobre e domenica 21.
A questi due appuntamenti di grande significato, ai quali voglio prendere
parte personalmente, invito i Vescovi, i sacerdoti e tutte le famiglie
italiane ed in special modo quelle della Regione Lazio, nella quale hanno
vissuto i due nuovi Beati. Sarà un'occasione per riflettere sulla
vocazione alla santità delle famiglie cristiane e al contempo per prendere
maggiore coscienza del ruolo sociale della famiglia e per chiedere alle
istituzioni di difenderla e promuoverla con leggi e norme adeguate.
Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, sii una famiglia di santi! In
questa amata terra di Ciociaria, patria di illustri personaggi e generosi
servitori del Vangelo, sii "sale della terra" e "luce del mondo" (Mt 5,
13-14).
Maria, Madre della Chiesa, ti accompagni con la sua intercessione, perché,
come intensamente hai pregato preparando questa mia visita pastorale, così
possa continuare ad essere una comunità viva, salda nella fede, unita
nella speranza e perseverante nella carità.
Amen!
ANGELUS
1.Mentre si conclude questa solenne celebrazione, ancora una
volta vorrei ringraziare tutti voi, cari Fratelli e Sorelle, per la vostra
calorosa accoglienza. La vostra Città, in passato visitata da altri miei
venerati predecessori e, in particolare, dal beato Pio IX, che per due
volte sostò alcuni giorni fra voi, oggi mi ha aperto le sue braccia e il
suo cuore. Grazie per questa vostra cordialità. Grazie per il dono
simbolico che mi avete offerto a nome delle cinque Vicarie della Diocesi.
A ricordo di questo nostro incontro, sorgerà in ognuna di esse un centro
di ascolto con una casa di accoglienza per persone in difficoltà. Il
Signore ricompensi la vostra generosità e vi renda testimoni della sua
bontà, specialmente verso chi è nel bisogno e nella sofferenza.
2.Pongo ogni vostro proposito di bene e il progetto pastorale della vostra
Diocesi nelle mani di Maria Santissima, che voi amate e venerate con
intima devozione. Alla Madonna affido ogni abitante di questa Terra,
costellata di numerose chiese a Lei dedicate. Tanti sono i nomi con i
quali Maria è da voi onorata e invocata! Essi formano una sorta di litania
suggestiva, che testimonia in modo eloquente la fede ereditata dai vostri
padri: Madonna delle Grazie, Madonna del Suffragio, Madonna della Sanità,
Madonna dello Spirito Santo, Madonna del Carmine, Madonna della Neve,
Madonna della Speranza...
Sì, la Ciociaria è terra mariana che, nel corso dei secoli, ha trovato
sostegno nella celeste Madre di Dio. Continui la Vergine ad essere la
Stella luminosa della vostra esistenza, la speranza che vi conduce a
"Cristo nostra speranza".
3.La Vergine rechi conforto e speranza anche a quanti soffrono a causa del
tragico attentato terroristico, che nei giorni scorsi ha ferito
profondamente l'amato popolo americano. A tutti i figli di quella grande
Nazione dirigo, anche ora, il mio pensiero accorato e partecipe. Maria
accolga i defunti, consoli i superstiti, sostenga le famiglie
particolarmente provate, aiuti tutti a non cedere alla tentazione
dell'odio e della violenza, ma ad impegnarsi a servizio della giustizia e
della pace.
Maria Santissima alimenti soprattutto nei giovani alti ideali umani e
spirituali e la costanza necessaria per realizzarli. Richiami loro il
primato dei valori eterni perché, specialmente in questi momenti
difficili, gli impegni e le attività quotidiane continuino ad essere
sempre orientati a Dio e al suo Regno di solidarietà e di pace.
Altre foto dell'Evento di
Grazia
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