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Comunicato del Vescovo a proposito della gravissima situazione degli Operai della Teleco PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 26 aprile 2007
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Ho ascoltato da molto tempo il grido di disperazione che viene dalle tante famiglie degli operai della Teleco cavi che non riescono più a vedere segni di speranza per il loro domani occupazionale, per il futuro dei loro figli, per la stabilità della loro stessa famiglia. Come Padre e Pastore, non posso lasciare inascoltato il loro grido e, pur consapevole della esiguità dei mezzi e strumenti di intervento, sento che non posso lasciare intentata alcuna strada.

 

Il Signore Gesù e la Dottrina Sociale della Chiesa mi spingono a chiedere e supplicare tutti: la Proprietà, le Amministrazioni Pubbliche, ed il Governo affinché si realizzi il Bene Comune e la dignità della Persona umana. Sono profondamente convinto che al di là delle estrazioni socio-politiche o religiose che si possano incontrare, prioritario è l'Uomo, la sua Famiglia e la dignità del suo lavoro.

E' evidente che ciascuno ha il diritto inalienabile di iniziativa economica, quale valore fondamentale per esprimere la propria creatività e capacità d' Impresa ma, al contempo, è altrettanto diritto inalienabile che l'Impresa deve caratterizzarsi per la capacità di servire il bene comune della società mediante la produzione di beni e servizi autentici. In questa direzione e con tali finalità, l'Impresa crea ricchezza per tutta la società: non solo per i proprietari ma anche per tutti gli altri soggetti interessati alla sua attività quali sono gli operai e gli impiegati.

In questa visione l'Azienda non può essere considerata solo come una società di capitali perché essa al tempo stesso è una società di persone vive che entrano a far parte, in modo diverso e con specifiche responsabilità, sia come fornitori dei capitali necessari per l' attività, sia come collaboratori con il proprio lavoro proficuo.

Noi cristiani riconosciamo certamente la giusta funzione del profitto come primo indicatore del buon andamento dell'Azienda ma ciò non significa assolutamente che si può dimenticare il fatto che non sempre il profitto stia servendo adeguatamente la società!

In un suo scritto l'indimenticabile Papa Giovanni Paolo II° a questo proposito stigmatizza:"E' possibile che i conti economici siano in ordine e che, contemporaneamente, gli uomini che costituiscono il patrimonio più prezioso dell'Azienda stessa, siano umiliati ed offesi nella loro dignità" ( Giovanni Paolo II, Centesimus Annus, 35).

 

Perciò, a nome di Dio Benedetto e delle oltre 130 famiglie degli Operai della Teleco cavi, con tanta umiltà ma con altrettanta insistenza, supplico, quanti ne hanno la possibilità, di volersi adoperare per sbloccare la tremenda situazione e salvare l'Uomo, la sua dignità, la sua famiglia e la produttività stessa del nostro Paese.

 

 

 

Frosinone 20 Aprile 2005

 

 (+Salvatore Boccaccio, vescovo)



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