| Pastorale Scolastica IRC |
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| Scritto da Administrator | |
| mercoledì 02 maggio 2007 | |
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PRESIDENZA DELLA
CEI Messaggio sull'insegnamento della religione cattolica per l'anno scolastico 2005/2006 Come di consueto, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, in vista della scelta che le famiglie e gli alunni sono chiamati a fare per avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica, rivolge un appello alle diverse componenti scolastiche, sottolineando talune ragioni che possono motivare la conferma della scelta già fatta negli anni scorsi, o invogliare verso la decisione di scegliere per la prima volta l'ora di religione. Nel Messaggio si fa riferimento alle innovazioni introdotte con le intese sottoscritte tra l'autorità ecclesiastica e quella civile in merito agli obiettivi specifici di apprendimento della religione cattolica, nel quadro della riforma della scuola. L'insegnamento della religione cattolica nel contesto della riforma della scuola per l'educazione integrale della persona L'anno scolastico 2004-2005 si presenta carico di attese e prospettive per la scuola in Italia. Prende avvio la riforma e anche l'insegnamento della religione cattolica è chiamato in causa per dare il suo contributo. A quanti spetta proporre e accogliere tale insegnamento giunga l'augurio che esso venga impartito in modo che risponda alle attese degli alunni e delle loro famiglie e che diventi un'occasione per capire e vivere il nostro tempo, così incerto e conflittuale, nella ricerca della verità, per una piena umanizzazione della propria esperienza di vita, aprendosi al dialogo e facendosi testimoni di speranza. La grande percentuale di coloro che se ne avvalgono - quasi il 93% lo scorso anno - è peraltro un'ulteriore motivo per trattarlo con grande cura, mettendo a disposizione di tutti una proposta significativa dei valori evangelici, favorendo al contempo l'educazione all'accoglienza di tutti, nel rispetto delle diverse identità etniche e religiose. Rivolgiamo un pressante invito a studenti e famiglie perché diano la loro adesione all'ora di religione. Per molti sarà la conferma di un impegno che non è mai venuto meno; per altri la gioia di una scelta che nasce dalla riscoperta dell'apporto significativo che la religione cattolica offre al cammino formativo, nel quadro della proposta culturale ed educativa della scuola. Un particolare appello indirizziamo agli studenti della scuola secondaria superiore, chiamati a gestire in prima persona la responsabilità della scelta di avvalersi o non avvalersi di tale insegnamento. A loro chiediamo di non lasciarsi tentare dal disimpegno, ma di assumere con coraggio le fatiche di un processo formativo che include valori religiosi ed etici, che sono non solo parte integrante del patrimonio storico e culturale dell'Italia e dell'Europa, ma anche capaci di dare valide risposte alle più radicali domande di senso della vita. In quest'anno, per la scuola primaria e per il primo anno della secondaria di primo grado, si delineerà una nuova configurazione dell'insegnamento della religione cattolica nel quadro della riforma della scuola, secondo gli obiettivi specifici di apprendimento, approvati con apposite intese tra la CEI e il Ministero dell'Istruzione. L'esperienza e la professionalità, maturate in questi anni, aiuteranno i docenti di religione ad entrare nel nuovo ordinamento, con l'aiuto dell'indispensabile aggiornamento offerto dalle numerose iniziative programmate per consolidare la scelta professionale, favorire una costante motivazione spirituale, acquisire adeguate risorse didattiche. Mentre si stanno concludendo le operazioni dei concorsi che definiranno per molti un più sicuro stato giuridico, rinnoviamo il nostro grazie a tutti gli insegnanti di religione cattolica per il loro servizio nella scuola e per la testimonianza di vita che sapranno continuare a dare, ed esortiamo le comunità ecclesiali a sostenerli e a incoraggiarli nel loro impegno. Affidiamo al Signore alunni, docenti e famiglie, perché l'anno appena iniziato veda tutti crescere nella scoperta del vero e del bene. Roma, 20 settembre 2004 LA PRESIDENZA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
Regolamenti Diocesi
Pastorale Scolastica IRC Con particolare gioia presento il Regolamento dell'Ufficio Scuola della Diocesi, unitamente al Vademecum per l'Irc che raccoglie i vari aspetti dell'Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di uno strumento informativo che intende chiarire le modalità di attuazione dell'Irc nella scuola pubblica secondo le vigenti disposizioni. Esso è diretto ai dirigenti, agli insegnanti e al personale amministrativo, perchè possano trovarvi un aiuto nell'affrontare le problematiche legate all'Irc, affidato quotidianamente alla competenza e alla dedizione dei docenti di religione. Dall'inizio del mio ministero nella Diocesi ho avuto modo di incontrarli in diverse occasioni, di apprezzare la loro professionalità e il loro impegno nella pastorale. A loro, sacerdoti e laici, uomini e donne impegnate nella quotidianità della vita familiare, civile e professionale, rinnovo l'invito per una nuova evangelizzazione, già espresso nella Lettera Pastorale con il Progetto Diocesano per gli anni 2000-2005. I docenti di Religione sono portatori e testimoni entusiasti di un insegnamento del messaggio cristiano che è patrimonio storico-culturale del popolo italiano; un patrimonio fatto di memorie, valori ed esperienze che la Chiesa mette a disposizione nella scuola come servizio educativo a favore delle nuove generazioni, nel pieno rispetto della libertà di coscienza di ciascuno, continuamente aperto al dialogo e al confronto con altre culture e religioni. Conosco la loro passione educativa ma anche le difficoltà che riguardano la questione ancora irrisolta dello stato giuridico, e auspico che al più presto si trovino soluzioni dignitose. Nonostante le difficoltà i docenti di religione continuano ad essere segni credibili di quella "diaconia educativa" che la comunità cristiana si impegna a svolgere come proposta culturale, a vantaggio sia dei credenti sia dei non credenti. L'episodio di Mosè davanti al roveto ardente, al quale il Signore chiede di "togliersi i calzari dai piedi perchè il luogo sul quale sta è una terra santa" (Esodo 3,5), sia il modello per l'esercizio del loro ministero tra i bambini, i ragazzi, i giovani della nostra Diocesi. Anche gli alunni sono "terra santa" e davanti a loro e per loro gli educatori sono chiamati a "togliersi i calzari", ponendo sempre al centro dell'attività educativa la dignità e la trascendenza dell'allievo, persona ad immagine e somiglianza di Dio. Con paterno affetto, benedico nel Signore tutti coloro che condividono la gioia dell'impegno educativo nella scuola. Frosinone, 16 Dicembre 2000 + Salvatore Boccaccio, Vescovo Giubileo Diocesano della Scuola |
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