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ECHI DEL CONVEGNO DIOCESANO 2004 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 02 maggio 2007
ECHI DEL CONVEGNO DIOCESANO 2004

DUE TESTIMONIANZE: ECCO COME IL VANGELO FA CAMBIARE LE COSE. 

Riportiamo di seguito la sintesi di due significative testimonianze, tra quelle che sono state portate durante il Convegno diocesano di settembre per far conoscere iniziative di evangelizzazione in diocesi e soprattutto per mostrare come, in diversi ambiti e con diversi impegni, la verità del Vangelo possa cambiare le cose e le persone ancora oggi ed incidere sul tessuto delle nostre comunità.

Grazie a Carla Rossini di Ceprano (la prima testimonianza) e ad Alessandra Testani di Arnara (la seconda) per la disponibilità ad essere ospitate su queste pagine.

 

"Nella parrocchia la mia missione": da animatrice nei centri di ascolto a Ceprano

Sono Carla e vi porto la nostra esperienza dei centri di ascolto nella comunità di Ceprano. Parlo a nome delle 10 coppie che stanno portando avanti questa esperienza, preparata da oltre 3 anni, soprattutto dal parroco Don Giovanni, che vi ha fortemente creduto, ed iniziata nell'ottobre dell'anno scorso con la "missione-giovani" dei frati francescani di Pofi, proseguita poi durante l'ultima Quaresima come missione agli adulti. Quando i missionari, dopo 10 giorni, andarono via, ci dissero: "La missione continua, ora tocca a voi!". Eravamo tanti in chiesa quel giorno quando, durante la messa conclusiva celebrata dal Vescovo Don Salvatore, siamo stati chiamati uno ad uno per essere gli animatori dei centri di ascolto. Siamo rimasti in 10 coppie: strada facendo qualcuno si è perso, ma qualcun altro si è anche aggiunto. Eravamo pronti per un tale compito? No, chi può dire di sentirsi pronto di fronte a Gesù che ti chiama ad essere suo annunciatore? Noi abbiamo compreso che dobbiamo fidarci di Lui, metterci completamente nelle sue mani e tutto il resto ci verrà dato gratuitamente.

Spesso non siamo noi gli evangelizzatori, ma torniamo dagli incontri evangelizzati. Preghiamo molto gli uni per gli altri. A questo proposito è importante sentirsi parte di una comunità che ti manda, di una comunità che ti ama e nella quale ti senti amato. Non possiamo portare, testimoniare, il Cristo agli altri se prima non lo abbiamo sperimentato nella nostra vita quotidiana.

Spesso ci attendiamo degli incontri diversi da quelli che poi si verificano nella realtà e le domande che ci poniamo sono tante, ma abbiamo compreso che il Signore ha le sue vie che non sono le nostre e noi dobbiamo solo fidarci e metterci a disposizione per quel poco che sappiamo essere. È ora che i discepoli diventino apostoli! A questo proposito mi viene in mente il messaggio di tenerezza che era nella scheda dei centri di ascolto che abbiamo tenuto di recente: Dio ci porta in braccio quando ci sentiamo più soli e abbandonati, quando pensiamo di non farcela o di non essere all'altezza della situazione. Anche le persone che hanno partecipato ai centri di ascolto hanno accolto con gioia questo messaggio e perfino i più colpiti dalla disgrazia si sono sentiti consolati. Tutti ci siamo sentiti sereni e stupiti di stare attorno ad un tavolo a parlare di Gesù, di sera, mentre in TV c'erano le partite o il Grande Fratello. A chi mi chiedeva perché uscissi di sera per i centri di ascolto, a quanti "sacrifici" facessi per essere lì, ho risposto: "Quando incontri Qualcuno che ti dona la pace e la serenità, vorresti che tutti potessero incontrarlo e potessero essere sereni e in pace come ti senti tu: allora non puoi tenere per te questa bella notizia e non puoi non raccontarla ad altri".

Chiudo dicendo a tutti che Cristo, come dice un altro brano molto noto, non ha bocca, non ha mani, non ha piedi: noi siamo la sua voce, le sue mani, i suoi piedi e se noi dicessimo che non sappiamo parlare, che non possiamo andare perché siamo stanchi, chi parlerebbe di Gesù agli uomini?      

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"Io volontaria, cambiata da quei bambini che hanno bisogno di Amore"

Mi chiamo Alessandra e da molti anni faccio volontariato. Ho cominciato nell'ambito della mia Parrocchia ad Arnara e da qualche anno sono Socia Volontaria dell'Associazione Nazionale "Il Giardino delle Rose Blu". È un'associazione che attraverso i suoi volontari offre assistenza a circa 100 bambini affetti da malattie genetiche ospiti dell'Ospedale Pediatrico di Gornja Bistra, un piccolo paese della Croazia a pochi chilometri da Zagabria.

Attraverso la presenza costante e continua dei volontari italiani, questi piccoli ospiti, (molti di loro sono costretti sempre a letto) oltre a ricevere amore e serenità seguono programmi ed attività riabilitative personalizzate, atte a sviluppare e recuperare i propri sensi, altrimenti oscurati dall'indifferenza.

La prima volta che sono partita per Gornja Bistra non sapevo bene cosa avrei trovato, anche se il mio parroco, don Ermanno D'Onofrio, Presidente del "Giardino delle Rose Blu", ce ne aveva già parlato. E anche se avevo già conosciuto alcuni bimbi dell'Ospedale Pediatrico ospitati ad Arnara in occasione del gemellaggio tra i due Comuni, non ero sicura di essere in grado di vivere una tale esperienza ...

Sono entrata in una delle tante stanze insieme ad altri volontari e quello che ho visto mi ha chiuso lo stomaco... non si erano nemmeno accorti della nostra presenza, volevo scappare....... Da dove cominciare? Che cosa potevo fare per loro?

Mi sono avvicinata ed ho fatto una carezza ad uno di quei bimbi ..... È stato bellissimo vedere il loro risveglio alla vita, è stato come vederli nascere di nuovo, i loro sorrisi mi hanno spalancato il cuore, mi stavano aspettando!

Quest'anno è il terzo viaggio che ho fatto ed anche stavolta ci ho lasciato il cuore, anche quest'anno sono tornata a casa piena di amore per la vita. È un mistero! Parti per donare, torni più ricca che mai, hai ricevuto più di quanto ai donato!

Ho visto molti volontari partire per Gornja Bistra alla ricerca di sé, per cercare risposte al senso della loro vita. Li ho visti andare via con le lacrime agli occhi, perché anche chi non credeva ha visto Gesù nel volto di quei bambini e nelle loro inspiegabili sofferenze, mettendo in discussione tutte le certezze vissute fino a quel momento.

Non è facile esprimere con le parole le intense emozioni che si provano nel donarsi agli altri, soprattutto quando "gli altri" non possono neanche dirti grazie, ma possono regalarti il sorriso più bello e sincero che tu abbia mai visto.

E tutto questo lo vivo ogni giorno anche qui, facendo volontariato nella Casa d'Accoglienza "L'Arcobaleno" proprio ad Arnara, stando con bambini forse per certi aspetti più fortunati di quelli di Gornja Bistra, ma con problematiche e disagi materiali e psicologici. Ed anche loro chiedono una sola cosa: AMORE!

 

Per ulteriori notizie sulla "Casa Arcobaleno"

 
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