| Intervento di Paola Bignardi. Presidente nazionale Azione Cattolica Italiana |
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| Scritto da Administrator | |
| mercoledì 02 maggio 2007 | |
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" Che cosa
porta e cosa significa l'Eucarestia per la mia vita e quella delle
nostre parrocchie? Oltre il "dovere" di andare a Messa, noi
cristiani siamo chiamati a testimoniare il bisogno di vivere l'Eucarestia;
a mostrare che l'Eucarestia rende diversa la nostra esistenza, la
colma e non ne possiamo fare a meno. I primi cristiani dicevano:
"Senza la domenica non possiamo vivere". E noi, oggi? L'Eucarestia trasforma la vita, volge ciascun evento in Vita, poiché è la forza del Risorto che ci rende capaci di cambiare il mondo, di tramutare il risentimento in perdono; perdono che fa muovere la realtà. Non possiamo vivere senza un giorno - la domenica - colmo del dono di Dio, dell'Amore di Dio, del Tempo di Dio, di Dio... Nella mia vita quattro tipi di Messe me lo ricordano. L'esperienza eucaristica di Loreto, esperienza di un popolo in festa raccolto attorno ad un padre sì debole e malato, ma segno di Offerta dell'Amore del Padre. La Messa di Natale di due anni fa, quando ero malata, in ospedale, nel dolore, nel silenzio e nella notte. Le Messe dei campi scuola dell'AC, gioia di essere insieme e di condividere. Le Messe della quotidianità, più semplici, più ordinarie, ma con Dio presente nella mia vita, accanto alla mia famiglia, dentro la mia terra... La Messa è Vita; la nostra vita offerta a Dio, vissuta in Comunione con Lui e trasformata nel Mistero della Pasqua; in qualcosa di più grande, di più forte. La vita quotidiana è affetti, amicizia, famiglia, ecc.. che nel Mistero del Dono che il Signore fa di Sé nell'Eucarestia, vengono purificati, innalzati nella loro gratitudine, nella loro lode, e offerti in benedizione. La vita quotidiana è lavoro, impegno, servizio: di fronte al Mistero di Dio che dà la vita, il lavoro non può essere per l'affermazione di noi stessi, ma per il servizio all'uomo. La vita quotidiana è anche giorni grigi, in cui tutto sembra muto, e ci sembra di andare avanti per inerzia...Sono i giorni in cui all'Eucarestia chiediamo di parlarci del senso che ha il nostro vivere, di svelarci la grandezza degli istanti apparentemente più banali. Nei giorni dell'incomprensione, dell'insuccesso, della solitudine, siamo tentati di pensare: "Ma ci sei Tu, Signore?". E' una tentazione. L'Eucarestia non è una forza supplementare, per consolarci. Nei momenti della prova pensiamo che il signore ci fa camminare con Lui nella strada della Croce, nel Getsemani, dell'incomprensione con i suoi... Il Signore ci associa a Sé nel portare il peso della Chiesa, il dolore del mondo, a realizzare l'esperienza che fu dell'apostolo Paolo: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me...Per me vivere è Cristo". La nostra vita va innestata su quella del Signore. Eucarestia: Pane che diventa noi; amore che diventa noi; noi che diventiamo Dio. Beato Alberto Marvelli, giovane ingegnere dell'Azione Cattolica ce l'ha testimoniato con la sua breve esistenza. Come lui, dobbiamo sentire il bisogno di essere trasformati, al di là dei nostri limiti, apatìe, peccati e preoccupazioni. Sono esperienze di tutti, ma occorre imparare a viverle in rapporto all'Eucarestia se non vogliamo che la forza di quel Mistero passi accanto alla nostra vita, senza incontrarci. Non dobbiamo smettere di porci domande inquietanti: Che cosa ci guadagno dall'Eucarestia? Che cosa ricevo? Ne sento veramente il bisogno? E rivolgendoci alle nostre comunità: Quanto posto c'è per la Vita nelle nostre celebrazioni? Quanto parlano della bellezza di questa Vita e della forza di questo Amore? Quanto i percorsi personali diventano della comunità? Come aiuta la liturgia a mantenere viva l'inquietudine di queste domande? Oltre i ragionamenti pastorali, guardiamo al Mistero eucaristico, per ravvivare l'esperienza viva dell'essere cristiani". |
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