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Angelus 18 gennaio 2009 PDF Stampa E-mail
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domenica 18 gennaio 2009
angelus-12.jpg Cari fratelli e sorelle!

Ricorre oggi la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Poiché quest'anno si celebra l'Anno Paolino, pensando proprio a san Paolo quale grande missionario itinerante del Vangelo, ho scelto come tema: "San Paolo migrante, Apostolo delle genti". Saulo - questo il suo nome ebraico - nacque in una famiglia di ebrei emigrati a Tarso, importante città della Cilicia, e crebbe con una triplice cultura - ebraica, ellenistica e romana - e con una mentalità cosmopolita. Quando si convertì da persecutore dei cristiani in apostolo del Vangelo, Paolo divenne "ambasciatore" di Cristo risorto per farlo conoscere a tutti, nella convinzione che in Lui tutti i popoli sono chiamati a formare la grande famiglia dei figli di Dio.

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Avvenire Lazio 7 del 18 gennaio PDF Stampa E-mail
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domenica 18 gennaio 2009
Avvenire Lazio 7 dell'18 gennaio è disponibile nella sezione dedicata.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 19 gennaio 2009 )
 
Scuola per i ministeri laicali PDF Stampa E-mail
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giovedì 15 gennaio 2009
    Negli orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000[1], i vescovi italiani affermano che «Chiesa di Dio, insieme a noi, ministri ordinati, sono i laici; di loro il Signore si serve per la testimonianza e la comunicazione del Vangelo in mezzo agli uomini. […] C’è bisogno di laici che non solo attendano generosamente ai ministeri tradizionali, ma che sappiano anche assumerne di nuovi, dando vita a forme inedite di educazione alla fede e di pastorale, sempre nella logica della comunione ecclesiale. Riconoscendo l’importanza e la preziosità di tale presenza, da parte delle diocesi e delle parrocchie, si provvederà anche alla destinazione coraggiosa e illuminata di risorse per la formazione dei laici» (n. 54).  

            Questa lunga citazione era necessaria per introdurre correttamente il tema della Scuola per i Ministeri nella nostra diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino. L’intuizione e la volontà di mons. Boccaccio, di istituire un organismo che provvedesse in forma sistematica alla formazione dei laici in vista dell’assunzione di un ministero, rientra nel clima che caratterizza la vita della Chiesa italiana di questi anni: riprendere il discorso sulla ministerialità laicale.

 

Cos’è la ministerialità laicale? E’ uno dei frutti dell’ecclesiologia del concilio ecumenico Vaticano II: l’ecclesiologia di comunione. Essa «postula la Chiesa articolata e servita dai ministeri, non condensati in pochi suoi membri, bensì distribuiti con varietà e larghezza all’interno delle comunità; cosicché i diversi membri della Chiesa partecipano attivamente alla sua vita e alla sua missione, nella ricchezza e diversità dei doni dello Spirito»[2]. I ministeri riconosciuti - istituiti - sono quelli del lettorato e dell’accolitato. I ministeri di fatto, come catechisti, operatori Caritas, animatori dei gruppi giovanili, dei gruppi liturgici o di comunità sono realtà nuove che esprimono le nuove esigenze di un parrocchia – di una chiesa – missionaria. Gli orientamenti pastorali già citati, ribadiscono al n. 62 che «abbiamo bisogno di laici che siano disposti ad assumersi dei ministeri con fisionomia missionaria in tutti i campi della pastorale a cui abbiamo accennato. Diventando cioè catechisti, animatori, responsabili di “gruppi di ascolto” nelle case, visitatori delle famiglie, accompagnatori delle giovani copie di sposi. […] Questo significa essere corresponsabili del servizio di Cristo all’uomo: servizio che costituisce la ragione per cui la Chiesa esiste e continua la sua missione nella storia». Anche nella Nota pastorale sulla parrocchia[3] al n. 12 si afferma che «la missionarietà della parrocchia esige che gli spazi della pastorale si aprano anche a nuove figure ministeriali, riconoscendo compiti di responsabilità a tutte le forme di vita cristiana e a tutti i carismi che lo Spirito suscita. Figure nuove al servizio della parrocchia missionaria stanno nascendo e dovranno diffondersi: nell’ambito catechistico e in quello liturgico nell’animazione caritativa e nella pastorale familiare, ecc.». «Il valore di questi passaggi dei documenti dei vescovi italiani sta nell’orientamento pastorale che li anima. I vescovi avrebbero potuto sottolineare le vecchie e nuove mansioni affidate ai fedeli laici anche senza parlare dei ministeri. Ora, tali ministeri non vengono indirizzati solo verso il cosiddetto campo dell’animazione cristiana delle realtà temporali, ma anche verso la vita interna della parrocchia, in ambito liturgico e formativo, ambiti nei quali i presbiteri sono protagonisti»[4].

 

            Queste figure ministeriali, tradizionali o nuove che siano, sono ‘identificate’ dal Vescovo della Chiesa diocesana e attribuite ad operatori pastorali che - essendo stati singolarmente oggetto di discernimento, sia da parte dei responsabili delle comunità di provenienza, sia dei responsabili dei tre Centri di Animazione Pastorale della Diocesi - acquisiscono un ruolo definito e riconosciuto di animazione pastorale nelle loro comunità di origine o in quelle in cui il Vescovo vorrà inviarli o nell’ambito del servizio a tutta la Diocesi svolto dai Centri. Colui, colei che è ‘riconosciuto’ dal Vescovo in un ministero, sarà un operatore pastorale che dovrà possedere «una visione globale dell’azione pastorale della comunità. Non dunque un semplice esecutore, ma una persona che condivida – ad esempio – con il parroco e il Consiglio Pastorale Parrocchiale la responsabilità della guida e animazione pastorale. Per questo sarà un coordinatore di attività o di formazione; una persona capace di sostenere gli altri operatori; una persona che, oltre che agire, pensa, segue tutto lo sviluppo della pastorale e comprende le nuove esigenze. […] Per sviluppare queste capacità sono necessarie almeno due modalità formative. E’ necessaria una formazione di tipo universitario (ad es. negli ISSR) dove acquisire un sapere e un riferimento ecclesiale. E’ anche necessaria una formazione realizzata con l’esperienza vissuta nella propria comunità».[5]

 Nella sua lettera pastorale per gli anni 2006-2010[6], mons. Salvatore Boccaccio - volendo offrire alla Chiesa diocesana strumenti sempre più idonei a realizzare un percorso di conversione pastorale secondo l’ecclesiologia di comunione - così affermava al n. 30: «I nostri convegni hanno evidenziato quanta ricchezza ci sia nello scambio e quanti nostri fratelli siano in attesa di una chiamata che consenta loro di essere parte attiva nella costruzione della Chiesa di Cristo nella nostra amata terra. Per questo, come pastore e padre, desidero offrirvi una strada che faciliti il vostro lavoro pastorale e consenta alla Diocesi tutta di arricchirsi del vostro singolo e valido contributo. Vorrei aprire nella nostra Diocesi una scuola per la formazione ai Ministeri ecclesiali. Molte volte i parroci, pur nella gioia del servizio, hanno lamentato la solitudine nell'affrontare i numerosi impegni che la vita parrocchiale richiede, senza avere il tempo e i criteri per mettere in rete la ricchezza delle singole proposte pastorali. Se invece ogni parrocchia potesse contare su figure ministeriali adeguatamente preparate e inviate nella comunità dal Vescovo si potrebbe favorire tutta l'azione pastorale. La scuola di formazione ai Ministeri sarebbe aperta ai laici e ai religiosi disponibili a lavorare nelle parrocchie, così che già nel prossimo quinquennio un gruppo di operatori potrebbe portare nuova linfa nella pastorale di ogni comunità. Tali ministri non faranno solo un'esperienza di approfondimento culturale, ma essendo formati insieme al lavoro missionario nelle singole comunità, saranno già preparati alla comunione ecclesiale e alla collaborazione così da realizzare più facilmente la sussidiarietà tra diverse comunità, tra centro e periferia della Diocesi, tra i differenti Consigli».  

don Giacinto Mancini

 


[1] CEI, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il primo decennio del 2000 (29.6.2001)

[2] CEI, I ministeri nella Chiesa (15.9.1973)

[3] CEI, Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia Nota pastorale (30.5.2004)

[4] L. Tonello, Il gruppo ministeriale parrocchiale, Edizioni Messaggero Padova 2008, p. 36

[5] E. e M. Borghiglioni - L. Meddi, Il futuro della parrocchia, Paoline 2006

[6] S. Boccaccio, Chi è Gesù per te?, Frosinone 2006

Ultimo aggiornamento ( martedì 10 marzo 2009 )
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Udienza generale 14 gennaio 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 14 gennaio 2009
cristo-annuncio.jpg Cristo è superiore a qualsivoglia forma di potere "che presumesse di umiliare l'uomo". Il cosmo intero "è sottoposto a lui". Dunque "chi è con Cristo non ha nulla da temere". Lo ha detto il Papa nella catechesi per l'udienza generale di mercoledì 14 gennaio, svoltasi in mattinata nell'Aula Paolo vi.

Cari fratelli e sorelle,
tra le Lettere dell'epistolario paolino, ce ne sono due, quelle ai Colossesi e agli Efesini, che in una certa misura si possono considerare gemelle. Infatti, l'una e l'altra hanno dei modi di dire che si trovano solo in esse, ed è stato calcolato che più di un terzo delle parole della Lettera ai Colossesi si trova anche in quella agli Efesini. Per esempio, mentre in Colossesi si legge letteralmente l'invito a "esortarvi con salmi, inni, canti spirituali, con gratitudine cantando a Dio con i vostri cuori" (Col 3, 16), in Efesini si raccomanda ugualmente di "parlare tra di voi con salmi e inni e canti spirituali, cantando e lodando il Signore con il vostro cuore" (Ef 5, 19). Potremmo meditare su queste parole:  il cuore deve cantare, e così anche la voce, con salmi e inni per entrare nella tradizione della preghiera di tutta la Chiesa dell'Antico e del Nuovo Testamento; impariamo così ad essere insieme con noi e tra noi, e con Dio. Inoltre, in entrambe le Lettere si trova un cosiddetto "codice domestico", assente nelle altre Lettere paoline, cioè una serie di raccomandazioni rivolte a mariti e mogli, a genitori e figli, a padroni e schiavi (cfr. rispettivamente Col 3, 18-4, 1 e Ef 5, 22-6, 9).
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S. Messa per Mons. Boccaccio PDF Stampa E-mail
Scritto da donsergio   
martedì 13 gennaio 2009

Allo scadere del terzo mese dalla nascita al cielo del nostro amatissimo Vescovo don Salvatore,  una S. Messa di suffragio sarà celebrata nella Cappella dell'Episcopio di Frosinone Lunedì 19 gennaio p.v. alle ore 18,30.

 
Preghiera ecumenica per l’unità dei cristiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 12 gennaio 2009
pietro-paolo-bacio-santo-2.jpg
Saluto tra Pietro e Paolo icona presente nella Cappella dedicata
a S. Caterina d'Alessandria
Monteluco - Spoleto X secolo
In occasione della Settimana di Preghiera per l'unità dei cristiani (dal 18 al 25 gennaio) - dal tema "Essere riuniti nella tua mano" (Ez, 37, 17) - la nostra Diocesi vivrà un momento di preghiera fissato in data venerdì 23 presso la chiesa di San Paolo Apostolo, in Frosinone (quartiere Cavoni).

Di seguito la locandina in PDF
pdf manifesto-preghiera-ecumenica-2009 428.50 Kb


In occasione dell'anno paolino indetto dal S. Padre per il bimillenario della nascita dell’Apostolo, i giovani della nostra Diocesi avranno l’opportunità di conoscere e approfondire i tratti salienti dell'Apostolo delle genti attraverso quattro catechesi che saranno tenute da S. E. Mons. Ambrogio Spreafico.
D
i seguito la locandina degli incontri:

pdf manifesto-catechesi-sanpaolo-giovani-spreafico-2009 425.54 Kb

Ultimo aggiornamento ( giovedì 15 gennaio 2009 )
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